POESIE (2003) – Introspezioni

POESIE (2003) – Introspezioni

POESIE (2003) – Introspezioni

 

PORTO A TERMINE

Porto a termine passo

passo sola soletta la

passeggiata quotidiana

salutare per il corpo e

per la mente: il pensiero

si fa più chiaro e lucente

eppure non risolve niente:

la vita rimane assurda e

misteriosa anche se stupenda

fiorisce nell’orto la rosa.

 

HO BISOGNO

Ho bisogno, Signore, delle

tue parole che consolano

il cuore incantano l’anima

colma di Te. Tu solo

per sempre sei: roccia indistruttibile

e fedele che muti in gioia

anche le pene; a Te mi affido

in Te confido.

 

…GIORNO DOPO GIORNO

…Giorno dopo giorno

senza troppo pensare

per non sentirsi soffocare

dagli insolubili “perché”

frustranti e penosi fissi

lì come i chiodi dolorosi

della croce…

 

SETTIMANA SANTA

…E’ la settimana santa: il

buio si alterna alla speranza

come le nuvole e il sereno

nell’arco del cielo… Il

pensiero si fa più profondo

e scruta il mistero del mondo

poi impotente si affida a CHI

per lui ha dato la vita…

 

NON CI SONO PIU’ STELLE

Non ci sono più stelle

nel mio cielo e tanto meno

la luna: è notte buia e

fonda che pesa sul cuore

e gronda dolore… Ma la

vita è dovere! Di più non

si può sapere…

 

NOSTALGIA

Nostalgia di sole di

odore di viole nel vento

di primavera… nostalgia

di te che adoravo senza un

perché… nostalgia di sogni

caduti come fiori appassiti,

nostalgia di languori improvvisi,

di pudichi rossori e del cuore

che batte all’impazzata per

una tua più gioiosa risata…

 

NOTTURNI RUMORI

Notturni rumori ignoti

misteriosi: vento, anime

in tormento? Mi tolgono

il sonno e la pace e il

pensiero mai tace ma sonda

confini proibiti e se ne

ritira senza averli scalfiti.

 

IL CIELO

Il cielo è grigio, triste

imbronciato come il mio

cuore tormentato… Vorrei

il sole, vorrei il calore

della mia famiglia passata,

il sorriso dei miei bimbi

belli, le tue parole, la tua

presenza… Ora la mia vita

è solo rimpianto e penitenza.

 

NEL SOSPIRO

Nel sospiro del vento

che passa e va, io sento

il gemere della realtà

nella sua asprezza e

crudeltà; i sogni cadono

avviliti e sfatti la

speranza tace sbigottita:

non c’è pace non c’è bene,

solo il trionfo del peccato

e delle pene…

 

URLO IL TUO NOME

…Urlo il tuo nome

con tutta la forza

e… non rispondi!

La mia disperazione

è immensa: sono sfinita

e sgomenta, il pianto del

cuore è continuo e cruento,

il terrore mi urla dentro…

 

LE COSE VANNO

Le cose vanno come sempre:

il sole nasce e tramonta

nell’arco del cielo, lo segue

distratto il mio pensiero, le

rose sbocciano e si spetalano

nel giardino ridente, le rondini

volteggiano nel blu allegramente,

ma io non sono più la stessa da

quando manchi Tu. Non vivo: vegeto

soltanto e mi trascino arrancando

come un relitto umano col cuore

stretto nella mano…

 

HANNO BUTTATO

Hanno buttato a mare una

gattina cieca che annaspa

disperata sulla sabbia bagnata

con le incerte zampine: la

osservo impotente triste da

morire e mi chiedo che fare…

S’avvicina frattanto un tale

tremebondo e trasandato:

raccoglie la micina con

infinito tatto e se ne va…

In questo mondo violento esiste

dunque la bontà? E come sempre

chi più dà è colui che meno ha!

 

LA SPERANZA

La speranza è una luce accesa

dentro al cuore, un fiore che

non si spetala mai, nonostante

il vento o la bufera, la speranza

è una stella che inargenta la sera,

un faro nella notte nera, la speranza

è un ruscello che canta a primavera,

è una nota che si ripete all’infinito

sfiorata da un magico dito “onnipotente”,

la speranza sul niente tutto sa costruire:

rende accettabile persino il soffrire!…

 

IL SOLE MUORE

Il sole muore lentamente

e a lungo saluta con le sue mani

d’oro, il cielo trascolora in un

coro di tinte smorzate, tenere

delicate… I passeri ciangottano

tra i rami: già s’apprestano a

dormire col capino sotto l’ala,

i beccucci chiusi, cheti nell’attesa

del domani: non hanno rimpianti

non hanno nostalgie… Invece

io ho dentro un nodo di lacrime

che mi fa groppo alla gola: sono

sola in compagnia di tanta malinconia.

 

IL CREPUSCOLO

Il crepuscolo dipinge il

cielo di colori pastello,

languidi delicati: è l’ora

in cui tu tornavi, ora non

più e il cuore spasima in

un dolore che non trova

ristori. Mi manchi tanto e

urlo invano il tuo nome

inutilmente t’invoco: sono

sola e disperata, la mia

vita è passata rinsecchita

come un fiore senza sole.

 

BRILLA STAMANE

Brilla stamane un raggio

di sole su tanta pioggia

e il cuore ride contento,

tace lo sgomento e torna

mite la speranza e il sogno

fragile canta sommesso e

lieve, dormono le pene:

è pace e bene…

 

IL CUORE TREMA

Il cuore trema l’anima

vacilla la fede? Solo una

scintilla fumosa e fumigante

tutto è incerto e tremolante

sono sbigottita e ribelle

sgomenta e atterrita: non

amo la vita.

 

RIPERCORRO

Ripercorro le strade

della mia infanzia

colgo i sogni e i

ricordi qui sparsi

a piene mani: sospira

il cuore con malinconia

e struggente prorompe

NOSTALGIA…

 

MI PESA

Mi pesa la solitudine

mi blocca il fiato mi

stringe la gola, non voglio

esser sola: vorrei ancora

TE qui con me a vivere

insieme il nostro tramonto

a darci una mano nel difficile

cammino e invece non ci sei

più e il vuoto che hai lasciato

è incolmabile, Ti penso lassù

tra le stelle che guardi giù

a me che non vivo senza TE.

 

I PENSIERI

I pensieri che mi accompagnano

sono seri e neri, volti al futuro

buio e tormentoso, mi pungono il

cuore mi suscitano terrore perché

ho paura della morte e del dolore.

 

IL MISTERO DEL MONDO

Il mistero del mondo è

così profondo che toglie

il fiato: perché si vive

perché si muore cos’è il

dolore. Tutte domande

esistenziali senza risposte

essenziali… Siamo solo

attaccati ad una croce

che ci promette speranza

e dirada il buio che avanza.

 

LA TERZA ETA’

La terza età ti regala

ogni giorno un limite:

più breve il passo, più

lento il respiro, più

precario l’equilibrio e

la vita si fa più faticosa

infida dolorosa; una rosa

tutta spine che punge

senza fine…

 

SONO TUTTA UN TORMENTO

Sono tutta un tormento

un’inquietudine uno

sgomento; il cuore piange

desolato deluso e scornato,

la mente rivive delusioni

cocenti tutte amarezza e

lamenti: la vita è crudele

promette e non mantiene.

 

MI PRENDE

Mi prende una malinconia

così fonda che mi dà un

dolore fisico: uno struggimento

accorato, un desiderio di

pianto sfrenato… Com’è

triste la vita pur nel suo splendore:

è come una nuvola contro il sole!

 

MI HAI RUBATO

M’hai rubato il cuore,

bimbo bello, ti voglio

un bene grande grande

e mi perdo nei tuoi

occhi grigi colmi

d’innocenza commovente:

niente è più bello di te…

 

TI HO VISTO

Ti ho visto con infinita

pazienza e sublime coraggio

soffrire… Ti ho visto infine

in silenzio morire… Non scordo

quei momenti cruenti e sempre

rivedo te rassegnato, preparato:

che lezione grande mi hai dato!

 

MI COSTA LA VITA

Mi costa la vita:

la sento difficile

e pesante: non so fare

non so dire, sono sempre

incerta e angosciata:

una nota stonata..

 

UN FOGLIO BIANCO

Un foglio bianco e il

cuore in mano e nasce

una poesia fatta di pena

e nostalgia… Nostalgia di

Te che non ho più: sparito

nel blu del cielo tra le

stelle belle, vivo solo nel

mio pensiero colmo di Te.

 

MI NASCONDO

Mi nascondo nel grigiore

del mondo per sentirmi

più protetta e sicura:

l’atmosfera buia si confà

ai miei sentimenti oscuri

e turbolenti…

 

CHIAMA

Chiama la Micia con voce

dolente i suoi gattini

morti neonati: non si da

pace… Io la coccolo e le

offro ciò che più le piace,

rifiuta ogni cosa e il suo

pianto non tace ma si fa più

sconsolato e profondo: contiene

tutto il dolore del mondo.

 

SONO STANCA

Sono stanca e delusa

opaca e ottusa; niente

va: improponibile la

realtà… Latita il pensiero

tace la fantasia: è morta

la POESIA.

 

MORDE IL TIMORE

Morde il timore

della morte il

cuore, tronca le

ali al sogno,

distrugge l’illusione…

Nera e misteriosa quella

signora incombe su ogni

cosa: s’aggira invisibile

attorno a noi agghiacciando

il pensiero, offuscando

la luce del cielo…

Eppure è dura la vita,

fatta di pene e fatica,

ma il sole splende come

un fiore sbocciato in

un magico prato e le

rose ridono come spose

festose sul mondo e

le cose e così l’uomo

non vorrebbe morire;

preferisce convivere

col quotidiano soffrire!…

 

DORMONO

Dormono gli uccelli

chissà dove, avvolti

nel loro tepore, col

beccuccio d’oro e il

capino sotto l’ala…

I gatti disertano il

cortile, forse per

dormire tra i cespugli

della siepe che la

neve ha vestito di

magia… Il mondo è

una poesia: irreale

come un paesaggio

di Natale, un volo

di fantasia o un sogno

che scivola via…

Tutto tace; parole di

pace, desiderio d’amore

sbocciano come un fiore

dentro al mio cuore!…

 

VORREI

Vorrei essere gioiosa

e come una rosa donare

profumo di buono…

Vorrei essere serena

come una sera di primavera

quando ride l’allodola

nascosta chissà dove…

Ma la precarietà delle ore

che fuggono via inseguite

dal tempo e dalla nostalgia

non può smorzare il mio

sgomento esistenziale…

il tormento angoscioso

che mi urla dentro senza

soluzione; tutto è illusione:

la gioia, il dolore… Tutto

finisce in un insoluto

mistero che agghiaccia il

mio pensiero!…

 

INVANO

Sono sola col mio dolore:

invano mi sorride un fiore

dal suo vaso di vetro smaltato…

invano il prato mi lusinga con

un volo di farfalle d’argento

che vanno contro vento in cerca

di uno stelo… invano il cielo

sfoggia il suo bel manto turchino…

e svetta un bambino su di un triciclo

rosso e blu: io non sogno più…

guardo con occhi disincantati la

realtà così vuota! No, proprio non va…

mi sento ogni giorno un poco morire

e i miei occhi conoscono soltanto

il bruciore del pianto… Invano

mi frugo nel cuore alla ricerca di

un po’ di sole: ne offusca il candore

una nuvola nera… preludio alla mia sera

SONO RIMASTA

Sono rimasta indietro

nel tempo: mi sento fuori

posto in questo mondo tecnico

e materiale, non ci so stare,

tutto corre e va, tutto si

trasforma, nulla sta… Il

progresso mi mette in difficoltà,

guidare è sempre più difficile

nel caos stradale, impossibile

parcheggiare… la lavatrice

sembra “la stanza dei bottoni”

e non ne trovo i gettoni, il

televisore mi mette a disagio,

non lo so programmare, meglio

quando c’era un solo canale…

meglio ancora quando potevo

contemplare l’aurora senza che

nessuno mi ricordasse l’ora…

o mi sedevo a guardare il sole

tramontare in un mare di fuoco

e poi a poco a poco spuntare la

prima stella nel cielo blu…

meglio quando coglievo le viole

al tiepido sole di primavera e la

radio trasmetteva “faccetta nera”…

Ma io divago, perdonate, lasciate che

in silenzio mi rifugi nel mio angolo

fatto di cose remote, lasciate che io

prenda sonno cullata dalle romantiche

note di un “notturno” di Chopin o che

mi porti via il magico galoppo

di una sinfonia!…

 

POESIE (2003)

INTROSPEZIONI

GABRIELI EDITORE

NUOVA COLLANA  LETTERARIA NELLA

CULTURA EUROPEA

Finito di stampare nel mese

di Ottobre 2003 a Roma

 

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