PETALI AL VENTO
[nextpage title=”Prefazione”]
PREFAZIONE
di Laura Caprio
Il “mestiere” del poeta è chiedersi il perché delle cose. Chi scrive versi indaga sui motivi profondi dell’esistenza, scandaglia il dolore, lo affronta, lo rielabora e lo trasmette al lettore con una chiave interpretativa ogni volta diversa. La situazione più difficile da sopportare per chi è “baciato dal fuoco” è il costante senso di solitudine, la coscienza di essere “altro” dal mondo che ci circonda, profeti, pazzi, o persone che vivono di rimpianti e d’illusioni. L’angoscia attanaglia chi ha il coraggio di porsi domande sul senso delle cose. E questo dolore è assoluto, indivisibile: nessuno può partecipare alla solitudine del poeta, né alla sua rivolta esistenziale. L’anima si piega e annichilisce sotto la cappa pesante della malinconia. A volte l’incontro con l’altro, l’amato, concede un po’ di luce nel buio dell’esistenza, pare d’intravvedere la fine dell’oscuro tunnel della solitudine, e la poetessa può scrivere: “tutto il / mondo ride se incontro te”, ma “il mio amico più vero / è un foglio bianco”. Ma anche l’amore, come scrisse Leopardi, è “l’inganno estremo / ch’eterno io mi credei” e. dopo una breve pausa d’illusione, la realtà torna a tormentarci. La scrittura è quindi il vero referente dell’Autrice, che trova nell’espressione poetica la consolazione alle amarezze del quotidiano, il sogno ad occhi aperti, lo spazio tutelato della lirica che dà un senso alla nostra vita, a questo doloroso passaggio sulla terra, in attesa di un ultimo approdo.
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[nextpage title=”Mi tormenta”]
MI TORMENTA
Mi tormenta il “perché”
dell’esistenza… il nascere
e il morire è legato dal
soffrire… La vita? Solo
fatica e dolore… qualche
raro fiore spunta qua e là
a fiorire di sogni la realtà…
ma il vento crudele spetala
le rose, macchia la neve…
il nero della notte inghiotte
l’argento delle stelle e la
luna sogguarda e tace, beffarda
nella sua pace… tutto passa,
tutto va: eterna è solo l’ETERNITA’.
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[nextpage title=”Ritorna primavera”]
RITORNA PRIMAVERA
Ritorna primavera col vento
e il sole, la pioggia che canta,
l’odore di viole… la prima
rondine che svetta nell’azzurro
del cielo col suo abito bianco
e nero… tutto si rinnova e
l’erba odora di menta e ricordi!
O quanti! E il cuore ritrova il
suo riso e i suoi pianti…
le capriole nel verde dei campi,
il bacio alla terra sulle ginocchia
tremanti, ché è risorto il Santo dei
Santi!… tutto un arcaico mondo
pulito che è sparito nel tempo
come un fiore spezzato dal vento…
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[nextpage title=”Subdola”]
SUBDOLA
Subdola, tenace coi suoi
tentacoli vischiosi
l’angoscia s’annida nel fondo
dell’anima mia spegnendone i
sogni e l’allegria: il mondo
si colora di nero, vuoto è
il cielo, spente le stelle,
inaridito il fiore, solo i
“perché” macerano il cuore…
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[nextpage title=”Ho imparato”]
HO IMPARATO
Ho imparato a soffrire
da sola… a non condividere
con alcuno il mio dolore
fisico o morale: tutti hanno
qualcosa da fare e il mio
sommesso lamento muore dentro
di me come un fiore scordato
da te… Allora scrivo parole
di sole che mi riportano al cuore
odore di viole e tutto un passato
che il tempo ha spezzato come
un vento crudele e violento;
tutto muore in un pianto dirotto
e l’anima urla invano la sua
malinconia: ciò che è andato
non torna più: può solo rivivere
nella fantasia eccitata o in
un’umile poesia rimata…
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[nextpage title=”Tu m’ami”]
TU M’AMI
Tu m’ami, lo sento:
la tua voce ha note
di particolare dolcezza:
è vibrante come una
carezza, è suasiva ed
invitante, pur parlando
di cose da niente mi
trasmette un messaggio
segreto in tono un po’
spento… tu m’ami, lo sento…
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[nextpage title=”Margherite”]
MARGHERITE
Margherite e ciclamini
colorano il mio pensiero,
voli di rondini ricamano
il mio cielo, odorose rose
sbocciano nel mio cuore, la
speranza canta sommessa
dentro di me: tutto il
mondo ride se incontro TE!
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[nextpage title=”Il mio amico”]
IL MIO AMICO
il mio amico più vero
è un foglio bianco su
cui tracciare il mio pensiero:
quel foglio mi sa ascoltare
e mi permette di svelare il
mio intimo tormento fatto
di paura e di sgomento:
dentro di me ragione e fede
si dibattono in un dialogo
greve come il sogno e la
realtà tra il mondo e
l’al di là…
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[nextpage title=”Corri”]
CORRI
Corri e corri ansando
col fiato mozzo con le
gambe stanche… la vita
t’incalza, ti sferza,
il dovere incombe come
nero giudice severo e
corri e corri saltando
ostacoli, varcando fossi
e poi arrivi… e immobile
ti stendi su un prato fiorito
a guardare le stelle che
s’inchinano sempre più
finché tu le cogli ad una ad
una e per ultimo stacchi
la luna…
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[nextpage title=”Sei triste”]
SEI TRISTE
Sei triste, lago di
Gruma, le tue acque
fonde di un verde
fosco, chiuse nel loro
mistero, rispecchiano
un pioppo nero, un brivido
le solca rapido come un
fiato breve, una rondine
s’abbassa stridendo e
subito scompare: come me
ama le acque chiare.
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[nextpage title=”Non amo”]
NON AMO
Non amo i cacciatori
né i loro fucili a
pallettoni: se nei
campi vedo fuggire
una lepre che la fa
in barba a uomini e
cani io… le batto
le mani!
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[nextpage title=”A mia madre”]
A MIA MADRE
Se mi guardo allo specchio
vedo te, mamma, gli stessi
occhi lo stesso viso lo
stesso sorriso… solo:
tu eri più bella, avevi
lo splendore di una stella
ed ora… ora che te ne sei
andata via è notte nell’anima
mia una notte cupa e profonda
piena solo di ombra…
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[nextpage title=”Addio Diana”]
ADDIO DIANA
Addio Diana. Ti dico
addio piangendo: è
finito il nostro
sodalizio, non sei
più un cucciolo
scherzoso, ti sei fatta
adulta, hai troppa forza
per me: m’ammacchi tutta
e mi travolgi. Addio
Diana: ho trascorso con
te una bella vacanza
profumata d’infanzia.
Addio: sono triste tanto
tanto come quando muore
un dolce incanto! Lo so
che tutto passa e tutto
ha fine, eccetto il mio
e il tuo soffrire…
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[nextpage title=”La rondine”]
LA RONDINE
Gli uccelli sono
belli, ma la rondine
è un’altra cosa: quel
suo volare di striscio
o sghembo o circolare,
quel suo sfiorare le
persone quasi a dialogare
me la fa amare in modo
particolare: così elegante
bianca e nera, quasi in
abito da sera è gaia
come la Primavera!
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[nextpage title=”Il gelo”]
IL GELO
Il gelo è un mago
dagli occhi di ghiaccio:
con la bacchetta fatata
trasforma il mondo in
una fiaba; sovrano il
bianco stende il suo
manto su tutto e… non
c’è più niente di brutto!
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[nextpage title=”Passano i mesi”]
PASSANO I MESI
Passano i mesi,
trascorrono le
stagioni… ad una
ad una cadono le
illusioni: la vita
ti mostra la sua
faccia vera
sfuggente come
una chimera!
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[nextpage title=”Quando l’anima”]
QUANDO L’ANIMA
Quando l’anima duole
e il cuore secerne
amarezza non c’è nessuno
che ti consola: non una
carezza non una parola;
sei sola con te stessa
e non sai come prenderti!
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[nextpage title=”Aspetto”]
ASPETTO
Aspetto le feste di Natale
e le sogno con la neve: tutto
quel candore mi mette le ali
al cuore e nel tepore della
casa amica è più dolce la vita…
nell’intimità fioriscono i sogni
profumati come lilla appena
sbocciati e il cuore battendo
all’impazzata fa con amore
una rima baciata.
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[nextpage title=”Preghiera”]
PREGHIERA
Non nasconderti a me
Signore, ti supplico a
mani giunte a ginocchia
chine. TU sei il principio
e la fine… TU solo puoi
consolarmi, in TE soltanto
posso sperare… Non son degna
di TE, io recidiva nel peccato,
ma TU mi hai già perdonato in
nome del sangue versato per
tutti noi… TU creatore del
fulgido sole e delle umili
viole, sei solo AMORE e CARITA’
e io mi affido alla tua pietà…
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[nextpage title=”L’ultimo raggio”]
L’ULTIMO RAGGIO
L’ultimo raggio del sole
che tacito muore in un
contesto ideale mi fa
pensare a ritroso al mio
mondo di ieri incantato e
perduto: la tenerezza
infinita di mamma e papà,
il sogno che trascende ogni
realtà, il principe azzurro
col suo bianco destriero che
ancora polarizza tutto il mio
pensiero e la magia delle viole
che sempre sbocciano dentro
al mio cuore…
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[nextpage title=”C’è una farfalla”]
C’E’ UNA FARFALLA
C’è una farfalla bianca,
mamma, che vola sul prato
verde… Sogna fiori profumati
con dolci calici dorati…
Anch’io sogno, sogno di
mettermi in volo e arrivare
da te che sei il fiore
più bello che c’è!
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[nextpage title=”Rugge il mare”]
RUGGE IL MARE
Rugge il mare in lotta
col vento, le onde sono
cavalli imbizzarriti con
la criniera d’argento…
s’alternano i colori in
magica armonia: il verde,
l’azzurro, il viola
sfumato di nero: proprio
come il mio pensiero che
invano sonda il cielo con
domande inquietanti cui
nessuno risponde e il mio
cuore sbatte come le onde…
più fitto è il mistero nel
tempo che avanza… sempre
più fievole si fa la speranza,
ultimo petalo di un fiore
sfiorito che lancia la sua
sfida all’infinito.
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[nextpage title=”Il vento parla”]
IL VENTO PARLA
Il vento parla con voce
dolce suasiva; racconta
una lunga fiaba intessuta
di incanti e stupori… parla
di magici fiori coi petali
d’oro e gli steli d’argento
che fioriscono al di là dello
spazio e del tempo… parla di
mondi remoti, suggestivi ed
ignoti, parla di arcani richiami
la cui eco si perde negli spazi
infiniti, parla di cieli fioriti
di sentieri proibiti… parla di
stelle di diversi colori come
mille farfalle posate sui fiori…
parla di angeli bianchi che tra
musiche e canti fanno il girotondo
attorno, attorno al mondo…
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[nextpage title=”Un melo nero nero”]
UN MERLO NERO NERO
Un merlo nero nero con
tondi occhi d’oro lancia
un fischio lungo, sonoro col
becco che, tenendo la nota,
un poco trema e un altro
risponde a ritmo preciso:
pare un gioco tenuto sul
filo del fiato che prolunga
l’acuto… o forse cercan l’un
l’altro un aiuto insperato con
un messaggio cifrato? Forse come
me temono i colpi della fortuna
che gioca a rimpiattino dietro
la luna? Forse quel canto così
modulato non è che un pianto
molto accorato…
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[nextpage title=”Passo”]
PASSO
Passo, pedalando lemme
lemme, col pensiero alle
stelle, tra i campi assonnati
tra i fiori addormentati
tutto è silenzio e pace
assorto in una contemplazione
muta tutto tace… dagli abissi
del subconscio nero come il
mistero, tornano voci lontane
rintocchi di campane, baci
accennati, sospiri accorati…
il vento passa tra i pioppi
in un brusire leggero: parole
remote sepolte nel tempo: l’eco
di un mondo che mi palpita dentro…
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[nextpage title=”Ti ho portato”]
TI HO PORTATO
Ti ho portato le prime viole
come sempre: tu le aspettavi
proprio da me e grata mi
sorridevi a lungo… dopo
averti illuminato tutto il viso
il sorriso si rifugiava nei tuoi
occhi grandi che si accendevano
di bagliori e lampi… Ora
mi risponde il silenzio: solo
la foto ride sul gelo della
tomba fiorita… sei spartita,
ghermita da una nuvola nera
carica di bufera… E io sono
qua a meditare sulla tua fine
e mille spine mi pungono il
cuore… è dunque proprio
vero che si muore!
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[nextpage title=”Le porte”]
LE PORTE
Le porte dorate del
tempo si spalancano
per te: ne emerge
un prato verde e soleggiato
dove sbocciano i ricordi
come fiori e i sogni
si fanno realtà: tu e io
mano nella mano
con gli occhi fissi al sole,
una sola anima un solo cuore.
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[nextpage title=”Petali al vento”]
PETALI AL VENTO
LAURA RANGONI EDITORE
COLLANA DI POESIA CONTEMPORANEA
“LE CIPREE”
Finito di stampare nel mese
di Gannaio 1998
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